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Sui Passi di Paolo in tre parole: sobrietà, condivisione, testimonianza

Con questo articolo inizia lo speciale di Korazym.org dedicato alla Marcia ‘Sui Passi di Paolo’: dal 5 al 12 agosto seguiremo i giovani partecipanti da Pozzuoli fino all’incontro con Papa Francesco. Racconti, testimonianze, interviste, riflessioni saranno le piccole lucerne del nostro itinerario di riscoperta di una fede giovane e creativa…

Sui Passi di Paolo incontro a Pietro: dal 5 al 12 agosto, la Famiglia Paolina, fondata dal beato Giacomo Alberione, accompagnerà un gruppo di giovani da Pozzuoli a Roma, sulla via tracciata dall’Apostolo delle Genti verso il martirio.

L’edizione di quest’anno si caratterizzerà per il fatto di inquadrarsi nel panorama di iniziative promosse dalla CEI in preparazione del Sinodo: il culmine della Marcia Paolina coinciderà, infatti, con l’evento ‘Siamo Qui!’, durante il quale papa Francesco incontrerà i giovani italiani e pregherà con loro perché la Chiesa riceva discernimento e creatività evangelizzatrice.

Tre le dimensioni del pellegrinaggio: sobrietà, condivisione e testimonianza. Sobrietà: la Marcia Paolina è una proposta di ritorno all’essenzialità della vita cristiana. Lo zaino del pellegrino non può essere né troppo pesante, né troppo leggero: deve permettere di camminare speditamente, ma deve contenere il necessario per il viaggio.

Mettersi in cammino sui passi di Paolo vuol dire iniziare un serio discernimento, per individuare ciò che intralcia la realizzazione del progetto di Dio e ciò che la favorisce.

Condivisione: la Marcia Paolina è un’esperienza di cammino insieme ad altri. La fede si scopre e si vive sempre in fraternità: da soli non si progredisce, anzi, si rimane paralizzati nella propria visione monotona del mondo. L’altro diventa amico, sostegno, supporto nel momento della fatica, luogo di incontro con la multiforme Grazia di Dio.

Infine, testimonianza: Paolo è l’Apostolo che si rivolge ai pagani e questo è il tempo in cui il messaggio cristiano è sempre più ostacolato. Un nuovo paganesimo serpeggia nella società e i giovani sono spesso tentati ad allontanarsi dalla Chiesa. La Marcia diventa, allora, uno strumento non solo di riavvicinamento e riscoperta del dono delle fede, ma un invio per l’apostolato nella vita di ogni giorno.

Fortificati dalla parola del successore di Pietro, i giovani partecipanti torneranno nelle proprie case, al proprio studio, al proprio lavoro con la missione di trasmettere quanto ricevuto, nella certezza che ‘il Signore agirà insieme con loro e confermerà la Parola con i segni che la accompagneranno’ (cfr. Mc 16,20).

Articolo pubblicato su korazym.org in data 1 Agosto 2018 da Andrea Miccichè.